Adotta un ulivo

Puoi adottare un ulivo secolare a nome tuo o a nome di una persona cara e dargli un nome a tua scelta......leggi

Il progetto

Il progetto "I nostri ulivi cercano amici -Adotta un ulivo secolare-" nasce per favorire un legame di amicizia......leggi

Garanzia per il futuro
Una pianta millenaria, ancora produttiva, che ha attraversato tanti cambiamenti climatici, non è forse una sorta di assicurazione per il futuro?......leggi

Ulivi secolari

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Gli ulivi secolari sono un ponte tra passato e futuro. Portano nelle loro forme il segno del tempo che passa. Eppure facciamo fatica a stabilirne l'età; infatti, a differenza di quanto accade nella maggior parte degli altri alberi, non troviamo nel tronco la crescita concentrica annuale e questo rende impossibile il conteggio degli anelli di accrescimento.
 
Gli antichi greci lo consideravano simbolo d'immortalità per la sua capacità di morire in alcune sue parti mentre in altre rinasce.
I suoi nuovi tessuti, spiegano i biologi, si inseriscono lentamente, anno dopo anno, tra le parti secche e già morte mentre dalla ceppaia si lanciano verso l'alto, verso il sole, giovani e flessibili rami che potranno divenire nuovi tronchi qualora il vecchio dovesse cedere alle intemperie. Per questo motivo gli ulivi secolari sono così diversi gli uni dagli altri: ognuno combatte a modo suo la battaglia col tempo, con le potature degli uomini e con i fenomeni atmosferici. Ognuno ha la sua storia.

Gli ulivi secolari non sono un patrimonio esclusivo della Puglia ma solo in Puglia esplode una così grande varietà di forme e una densità così alta da formare boschi d'ulivi antichi a perdita d'occhio.

Ulivi migranti

 

Pochi anni fa trafficanti senza scrupoli iniziarono a sradicare degli imponenti esemplari di ulivi secolari pugliesi per venderli ai vivai.
 
Strappati al sole e agli aridi terreni calcarei di Puglia finirono ad abbellire ville, giardini e piazze nel clima sicuramente più umido e freddo del Nord Italia. Fu un fenomeno imponente contrastato, purtroppo con scarsi risultati, avendo a disposizione solo una legge nazionale del 1951 promulgata per impedire che nel poverissimo dopoguerra italiano, gli ulivi potessero essere razziati come legna da ardere.
Ci fu la reazione forte di molti agricoltori, di cittadini, delle associazioni ambientaliste e del Fai (Fondo Ambientale Italiano).
 
Nel 2003 nasceva il Comitato degli ulivi secolari coordinato da Gianni Picella, l'animatore di questo movimento. Migliaia le firme raccolte a sostegno tra cui quella dello scrittore cileno Luis Sepulveda e di Fulco Pratesi del WWF.
Sull'onda di quella generale indignazione, alcuni comuni, come Ostuni e San Vito dei Normanni, proibirono la deportazione degli ulivi fuori dal loro territorio. Oggi per fortuna la Regione Puglia si è dotata di una nuova legge sulla "Tutela e valorizzazione degli ulivi monumentali della Puglia" che vieta il danneggiamento, l'abbattimento, l'espianto e il commercio degli ulivi monumentali. 

Gli ulivi hanno ancora bisogno di noi. O forse siamo noi ad avere ancora bisogno di loro.